Due parole da un vecchio rappresentante

Ciao a tutti.

Sono Federico Pistono, studente ormai al termine del suo percorso universitario e del mandato da rappresentante degli studenti per la facoltà di Scienze Matematiche Fisiche e Naturali.

Federico Pistono Free Blogger

Federico Pistono - Free Blogger

La vecchia guardia universitaria mi conosce abbastanza bene, sempre in giro a sentire umori e problemi degli studenti, cercando di fare del mio meglio e dandomi da fare al limite delle mie possibilità. Non stavo a guardare, ci provavo insomma. In questi due anni da rappresentante ho provato a fare molte cose, aprendo questo blog per creare un canale diretto di comunicazione con gli studenti, facendo i resoconti dei consigli di Facoltà, organizzando incontri con il preside, portando avanti iniziative degli studenti, petizioni, avvisando di offerte di lavoro, stage, e scrivendo ogni volta che potevo. Ho cercato sempre gente interessata, volenterosa, che si sbattesse insomma. Ho trovato qualche persona così, certo. Persone interessanti, con tanta passione, molto intelligenti. Ma i più erano indifferenti.

Per due anni e mezzo, studio e lavoro, studio e lavoro. Lavoro che negli ultimi mesi ha preso un’importanza sempre più grande e che mi ha rubato sempre più tempo. Dicevo, due anni e mezzo lavoro e studio, senza pause. A Febbraio decido finalmente di farmi un mese a Chicago, diciamo tra Ottobre e Novembre. Ecco che tutto cambia. Scoppia la bomba, la 133 del nuovo governo. E tutti si muovono, tutto cambia. La gente rinasce, la passione sopita si risveglia e finalmente cresce un senso di svolta, di rivolta, di cambiamento, di coesione, ecco quello che ho sempre aspettato e cercato per anni…. e non ci sono. Anzi, sono a cinquemila miglia oltre oceano.

Belin, quando si dice “Il tempismo“, eh?

Ora, al termine della mia carriera universitaria e del mio mandato, non posso fare altro che sperare che questa situazione spinga a far uscire dei grandi nuovi rappresentati, che possano fare un lavoro ancora migliore di quelli che abbiamo cercato di fare noi. Questa volta il “nemico” è comune ed è più facile essere uniti.

Loro non molleranno mai. Noi neppure.

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AAA cercasi rappresentanti ;-)

Hola,

siamo ancora tutti un pò in ferie ma il nostro pensiero corre sempre ai cari studenti 😉

come spero sappiate il nostro mandato come vostri rappresentanti è agli sgoccioli…

Serve gente nuova e motivata… fatevi avanti!!

contattatemi pure allo 349-5105998.

Sinceramente vosto Cesare!

Le molte facce di Verona

Verona love is in the air

Articolo preso da: Federico Pistono blog

Cos’è Verona? O meglio ancora, chi è Verona? Verona è una ragazza giovane, capelli biondi e viso delicato, sorriso pungente e sarcastico, un po’ pazzerella e molto diverte. Verona è un neonazi, skinhead, un violento. Verona è una signora anziana che ti offre un sorriso tutte le mattina quando vai a prendere il pane, ti prende la mano con dolcezza e ti dice quanto sei bravo. Verona è un figlio di papà, auto con alettone posteriore, subwoofer a coni da 18 pollici e stemma della lega sul parabrezza. Verona è un collega che tornando dal pranzo ti porge una coppa gelato all’amarena, ma è il tuo compleanno? Nono, così, mi andava. In fondo Verona non è tanto diversa da molti altri posti. Gli eventi degli ultimi giorni hanno dato largo spazio ai portatori di disinformazione, che hanno dato sfogo alla loro creatività giornalistica nelle varie forme e colori.

C’è chi vuole demonizzare quei quattro ragazzi, chi minimizza, chi li difende e chi va oltre alla facciata dei giornali, oltre all’arena e al finto balcone di Giulietta e fa un’analisi più approfondita. Alcuni baluardi della disinformazione (il Corriere della sera e il Messaggero) hanno manipolato le foto dei quattro giovani veronesi per farli sembrare più cattivi e agguerriti. Bene. Focalizziamo l’attenzione sulle stupidaggini, sulle minuzie, demonizziamo quattro persone, diamo la possibilità a molti di lamentarsi di quest’ultimo fatto e dimentichiamoci del vero problema, della radice di tutto. Sì perché non sono tutti così a Verona, ma non sono nemmeno un caso isolato. Ognuno di noi deve essumersi le proprie responsabilità. Quando non affittiamo la casa a stranieri, anche se regolari lavoratori onesti. Quando affittiamo la casa a irregolari stranieri disonesti. Quando guardiamo male qualcuno sull’autobus solo perché ha dei pantaloni che non ci piacciono o la pelle troppo scura. Ah ma io non gli farei mai niente, io sto qui, loro lì, tutti felici, io sono tollerante. No. Tolleranza non vuol dire rispetto, non vuol dire accettazione e non vuol dire amore. Quella è tacita sopportazione. Una società civile non si basa su una infastidita sopportazione.

Giuseppe d’avanzo scrive Puoi essere picchiato per un nonnulla. Puoi prendere una bottigliata in testa per un amen. Non importa la ragione occasionale. Non è quello che conta. Non è per lo spino rifiutato che muore Nicola. Nicola muore, dicono, “perché ha il codino”, perché dunque è diverso, perché “non è conforme” e gli (improvvisati o professionali) addetti al futuro della città e alla custodia del suo passato e delle sue risorse escludono i diversi: “diverso – dice il procuratore Guido Papalia – è non solo il diverso per razza, ma diverso perché si comporta il mondo diverso; pensa diversamente; ha un atteggiamento diverso; si veste in modo diverso e quindi non può convivere nel centro della città che i razzisti vogliono chiusa ai diversi”. In uno stato di smarrimento sociale, si radunano per difendersi le persone spaventate – la paura è coltivata con sapienza a Verona che molto ha faticato per raggiungere il benessere di oggi. Passano all’azione in nome di “un’identità minacciata”. Identità, insegna Zygmunt Bauman, è un concetto agonistico. È come un grido di battaglia. Fragile e perversamente “coraggioso”, Raffaele sente quel grido, lasciata l’aula del “Maffei” e le fatiche democratiche di “maffeiano”.

Lo sente allo stadio dove impiccano il fantoccio di un calciatore “negro”. Lo ascolta forte nella propaganda dei “nazistoni” del “Blocco studentesco”. Lo intende nello stile di vita dei suoi compagni di bevute e di scorribande notturne tra le stradine della città. Afferra quel sentimento nella pianificazione del prossimo pestaggio, nelle risate, nella soddisfazione che segue. Raffaele avverte soprattutto che quel che fa, quel che pensa è condiviso perché in città c’è un sentimento che non lo biasima e non lo biasimerà. Hanno ragione Giulia e Simone.

È “politico” tutto questo? Quale ipocrita può negarlo: certo che lo è. E non vuol dire che ci sia un partito politico, una fazione di un partito politico, un gruppuscolo che organizza o programma quelle violenze. Vuol dire che c’è a Verona una “cultura” dell’esclusione che irrigidisce e sorveglia il confine tra “noi” e “loro” e “loro” diventano anche quei veronesi – moltissimi, e tra i moltissimi Nicola – che rifiutano o non avvertono il “potere seduttivo” di quell'”appartenenza”.

È difficile contestare che il sindaco di Verona, Flavio Tosi, alimenti la “naturalezza” di quel grido di battaglia “identitario”. Che diffonda il presupposto che “si appartiene per effetto della nascita”. Non per altro, qualsiasi cosa tu sia e faccia. Flavio Tosi non è un fascista. È un leghista che ama i fascisti, li coccola, li asseconda, forse cinicamente se ne serve. Oggi che la tragedia si è consumata, è evasivo, a volte frivolo, a volte ringhioso quando gli si ricorda che appena in dicembre ha sfilato accanto a nazisti del Veneto Fronte Skinheads; che appena qualche anno fa (11 settembre 2005) offrì le sue parole solidali – con una visita in carcere – a cinque giovani fascisti che avevano massacrato e accoltellato due ragazzi di sinistra, frequentatori di un centro sociale.

Significa forse che Verona è una città fascista? Non andrei così lontano, non è vero. Tuttavia è vero che permea un senso di esclusione, non accettazione del diverso molto più forte di altri luoghi in cui ho vissuto. Anche la collocazione geografica non aiuta, Verona è una città provinciale, nel mezzo della pianura padana, lontana da mare e confini, che è diventata multietnica in un periodo molto breve, ma non ha avuto il tempo di abituarsi al cambiamento. Molti non lo accettano. La segregazione è talmente evidente che si estende a anche a livello territoriale. Veronetta è il nostro Bronx, almeno a detta di molti. Ci ho vissuto per quattro mesi. Ero l’unico biondo-occhiazzurri-nonslavo. Mai subito un furto, mai stato aggredito, mai assistito ad una scena di violenza. Vado nella veronese Borgo Roma e sono testimone a tre furti e un pestaggio. Sarà. Ma l’esclusione del diverso esula dal fattore razziale, è un atteggiamento intrinseco di fastidio per coloro che pensano e si comportano diversamente.

Il mio caro amico Sebastiano sostiene che Verona è una città “bellissima piena di giovani di grande cuore“, ma anche “popolata da troppi mentecatti ed assassini“. Invita a non andersene, a rimanere, perché ad andarsene devono essere ” quei veronesi che anche in queste ore di dolore assecondano l’insorgere di odio e violenze, di ideologie criminali sepolte dalla storia“. Sono loro che non se lo meritano. È vero. Se guardo bene ci sono delle persone stupende e coraggiose, delle quali sono fiero di essere amico.

Non chiudete gli occhi, affrontate la realtà con un sorriso, non blindatevi di fronte alla facciata. Osservate con obiettività, non rinnegate la natura di una bellissima città con ampi spazi di miglioramento. Miglioratela voi, siate i fautori di una rivoluzione sociale e culturale, portate un po’ di pace e di comprensione. Ne sarete felici.

Federico Pistono

Cosa sta succedendo nella Facoltà di Scienze MM. FF. NN.?

E’ pervenuta la richiesta da parte di una studentessa di pubblicare questo suo annuncio nel Blog. E’ un ennesimo caso di sparizione alquanto “sospetta” all’interno della nostra Facoltà. Se qualcuno può darle una mano è pregato di contattarla. Certo questo fenomeno “paranormale” sta assumendo dimensioni preoccupanti…

 

Ciao a tutti,

mercoledì 21, quando sono tornata dal laboratorio Delta, non ho più trovato il mio astuccio e tutto il suo contenuto… Era un normalissimo astuccio celeste lasciato su un tavolo vicino alla piramide (subito dopo l’aula F), contenente una chiavetta usb da 2Gb e svariate penne e matite. Chiedo per cortesia, a chiunque abbia preso il mio astuccio, intenzionalmente o per sbaglio, di restituirmi almeno l’astuccio e il contenuto (penne e matite) e i file della chiavetta. L’astuccio perché per me ha un grande valore affettivo (mi è stato regalato da una persona a me cara che non c’è più) e il contenuto della chiavetta perché c’erano le mie relazioni di laboratorio e l’unica copia della mia tesi. Confido nella vostra gentilezza e vi lascio un mio contatto o comunque rivolgetevi alla portineria.

Recapito: maddina_superpiu@hotmail.it

Grazie..

Proposta non violenta

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Non capisco perchè un Professore che si assenta per impegni personali non debba farsi sostituire da un’assistente, esenti quelli che non hanno assistenti o colleghi disponibili.

Non capisco perché non si organizzino i ricevimenti su appuntamento, evitando attese interminabili.

Credo che molti problemi si risolvono in un rapporto di rispetto reciproco tra studenti e Professori. Chiediamo qualità e organizzazione.

Allora propongo una rilevazione delle inefficienze nel servizio da parte dei Professori, per un rispetto reciproco fra datore di lavoro (noi) e impiegato (Docente).
A voi stampare l’allegato e affiggerlo sulla porta di entrata delle vostre aule. Piena responsabilità a carico del sottoscritto.

professori.doc

Damiano fermo (Presidente Consiglio Studenti)

Test di medicina

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Come avrete sicuramente appreso da giornali e telegiornali, il test di accesso a medicina di quest’anno è andato sotto accusa per lo svolgimento illegale delle prove in alcune città come Ancona, Chieti, Bari e Cosenza e per la presenza di due quesiti successivamente annullatti dal Ministero a causa dell’impossibilità di poter rispondere.

Per molti è una prova da annullare! Come d’altronde ogni concorso pubblico che si svolge nelle medesime condizioni. I candidati, così come previsto, vanno valutati su 80 quesiti e non su 78, così, di punto in bianco.

Per questo si è avviato un ricorso collettivo al TAR del Lazio per ottenere l’annullamento del test. Se non hai superato (ma ci sono casi anche di chi è passato!) e intendi prenderne parte o, semplicemente, vuoi saperne di più visita il sito http://www.udu.it o manda una mail a udu.verona@gmail.com.