lettera aperta ai nostri “Baroni”

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…lettera inviata dal Consiglio degli Studenti

Presidi Illustrissimi,

Con la presente i rappresentanti degli studenti vogliono esprimere la loro preoccupazione rispetto un sistema universitario in cui la centralità dello studente viene spesso dimenticata per essere sostituita dalle necessità tecnico-gestionali di Segreterie ed uffici tecnici.

In un momento in cui la struttura universitaria deve essere il più attenta possibile alle esigenze di sapere e innovazione, stiamo assistendo a scelte che a nostro parere non aiutano a fare della sana competizione tra facoltà italiane, un elemento di successo per l’Università di Verona. Un esempio: la nuova procedura di verbalizzazione degli esami che, oltre a decretare l’eliminazione del libretto universitario, non prevede più la possibilità del rifiuto del voto da parte degli studenti. Questo nuovo metodo, si è detto, nasce per velocizzare la trasmissione dei crediti all’Anagrafe Nazionale degli Studenti (ANS) ai fini del fondo di finanziamento ordinario (FFO). Tale motivazione sembra insufficiente, poiché le potenzialità dei servizi on-line possono certamente fornire altre efficaci soluzioni al problema (basterebbe una pagina web protetta sul sito di Ateneo in cui lo studente accede con la propria password e accetta o meno il voto, stabilendo, concordandosi, un tempo limite per eseguire l’operazione).

In realtà, ci sono esami sostenuti nella sessione estiva che devono ancora essere inseriti nelle carriere accademiche, nel libretto on-line. Se, inoltre, lo studente che non si presenti all’esame cui era iscritto, perdesse la possibilità di poter sostenere l’esame ai primi appelli della sessione successiva, com’è stato proposto da alcuni, la condizione degli studenti sarebbe ancora più limitata, venendo tolta la possibilità di approfondimento e di innalzamento della media finale (molto importante soprattutto nelle facoltà scientifiche).

La mancata presentazione agli esami potrebbe essere ridotta permettendo allo studente di dis-iscriversi sino al giorno prima dell’appello. Con lauree da 40 esami in tre anni, lo studente è obbligato a “provare” gli esami, potendo ripresentarsi agli appelli successivi in caso di risultato non soddisfacente. Quindi è necessario riportare alla serietà la situazione di certi corsi (lettere innanzitutto) fuori controllo.

Alcuni sistemi europei prevedono l’iscrizione a inizio anno accademico, ai corsi che si intende seguire, consegnando una sorta di piano didattico del singolo studente, che aiuti segreterie e organizzazione a seguire meglio lo studente nel suo percorso. Nei decreti ministeriali sulle classi di laurea e di laurea magistrale sono contenuti importanti segnali di inversione di rotta relativamente ad alcune tendenze negative che si sono registrate nella prima applicazione della riforma. Per evitare la proliferazione di corsi di laurea e di laurea magistrale senza adeguata presenza di docenza stabile e responsabilizzata, si stabilisce che, rispettivamente, almeno 90 e 60 CFU corrispondano a insegnamenti tenuti da docenti di ruolo (professori ordinari, associati, ricercatori). Per evitare la parcellizzazione della formazione degli studenti si pone un limite al numero degli esami.

Queste sono tutte osservazioni che intendono aiutare il successo della nostra Università. Crediamo che non paghi una politica di assegnazione rapida dei crediti se poi il giudizio sull’offerta didattica universitaria è negativo. Un’Università efficiente ed attenta fa aumentare la qualità percepita e con essa studenti e crediti, necessari per il finanziamento statale.

Il nostro apporto non è per una indiscutibile mantenimento dello status quo: vuol essere invece monito a ricordare, anche all’interno del processo di “modernizzazione” dell’università, che essa nasce per lo studente ed è dello studente. Vuol essere un invito ad una maggiore collaborazione con gli organi studenteschi: se le discussioni su queste materie fossero state fatte in Senati Accademici allargati, forse avremmo potuto dare un nostro contributo, che può anche sorpassare talvolta le misure che si stanno prendendo. Così invece ci troviamo a dover criticare scelte prese senza il consulto della rappresentanza studentesca, molte volte intesa solo come ostacolo all’andamento del sistema accademico.

Cordiali saluti

Verona, 30 agosto 2007

Il Consiglio degli Studenti

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2 Risposte

  1. Grazie per l’impegno e per aver sollevato la questione, c’è stata qualche risposta?

  2. La risposta c’è stata.
    Al momento attuale, la Commisiione didattica di Ateneo, che ha proposto le cattive misure che abbiamo criticato, prevede al suo interno un solo rappresentante degli studenti. Per motivi di salute è stato assente dalla Commissione negli ultimi mesi, in cui si sono presei provvedimenti pesanti. Abbiamo chiesto di avere 3 rappresentanti anziche 1, in modo da essere più presenti e attenti sui lavori della commissione. Hanno accettato!
    Un piccolo buon risultato.

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