ma è possibile…

Quando si cambia, lo si fà per migliorare di solito. non è sempre il caso della nostra università. Da tempo ci dobbiamo iscrivere circa 6 giorni prima dell’appello. Questo lasso di tempo avrebbe dovuto pemettere una gestione migliore degli appelli. Uno o due giorni prima con un file caricato dal Prof. si sarebbe dovuto conoscere la scaletta degli interrogati (se esame orale). E invece no, noi ci si deve iscrivere una settimana prima e ne guadagnamo cosa? nulla. anzi in molti casi si usa l’elenco alfabetico, così Zanetti che si era iscritto per primo finisce penultimo.

Almeno, dico almeno, la mattina appena si inizia si deve fare l’appello nominale e organizzare a gruppi le interrogazioni (mattina, pomeriggio e giorno dopo). E invece, soprattutto a lettere, anarchia totale. Visto che il Profe deve comunque star li, chi se ne frega, che aspettino tutti il loro turno. Chi viene da lontano e magari si è preso mezza giornata  di ferie,  si attacchi.
E la responsabilità è anche nostra. noi studenti ci calmiamo quando alla fine l’esame è fatto, magari un bel 30 che fa dimenticare tutto.

Ragazzi svegliamoci. scrivete e fatevi sentire sul blog

Damiano Fermo

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4 Risposte

  1. Sono assolutamente d’accordo. Noi studenti da una parte dobbiamo impegnarci ad andare all’esame cui ci siamo iscritti (non è corretto che ci siamo 250 iscritti e poi all’appello ci sia metà gente) o quanto meno avvisare della mancata presenza/cancellarsi dall’esame, dall’altra che i professori diano informazioni più precise. Patti chiari, amicizia lunga 😀

  2. Solo due commenti per uno scandalo che coinvolge tutta l’università…Complimenti! Regolarmente vengo a Verona da Brescia chiedendo permesso studio e babisitteraggio per sentirmi dire che forse domani forse dopo domani forse per Natale potrei cortesemente sostenere l’esame. Se questa è la serietà che si insegna nelle università italiane forse lo spazzino del mio paese potrebbe insegnarci qualcosa. VERGOGNA!

  3. sono d’accordo: basterebbe una minima organizzazione di turni per le interrogazioni magari anche al momento dell’appello quando ci si rende conto di quanti studenti intendono sostenere l’esame… alcuni preofessori devo dire applicano già questo metodo (a lingue), si perde un po’ di tempo all’inizio ma poi è un vantaggio per tutti, dovrebbe diventare una regola, ma come fare?

  4. Ciao a tutti,
    rivolgo un appello ai Rappresentanti degli studenti in riferimento alle difficoltà che si incontra nel lavorare a tempo pieno e studiare a Verona.

    Nel 2004 ho iniziato a lavorare con contratto full-time, opportunità inaspettata e positiva per una grande azienda.
    Volevo comunque continuare gli studi: mi è stato proposto dal tutoraggio il regime di TEMPO PARZIALE attraverso il quale avrei avuto uno sgravo nel monte tasse universitarie, ed il piano di studi ‘spalmato’ in 4 anni anzichè 2.
    Mi son convinto e mi sono iscritto alla specialistica in Marketing e Comunicazione.

    Ora dopo 3 anni e 6 esami con grandi fatiche portati a termine la situazione è la seguente:
    – Per la maggior parte dei corsi non ci sono informazioni utili su come sostenere esami senza frequentare, anzi molti Prof insistono sulla necessità di frequentare!
    – Se si cerca di contattare il Docente via mail per avere informazioni su come sostenere l’esame da Non Freq. molte volte la risposta non c’è oppure si limitano ad un “…prego consultare il vademecum e le informazioni on line..” dove non c’è scritto nulla per i N.F. (non frequentanti) !
    – Tempo parziale: mezza bufala, l’unico vantaggio è uno sconto nella seconda rata…sempre che ti arrivi il cedolino, perchè probabilmente siamo classificati come studenti di serie B: spesso non è arrivato e tenendo d’occhio il calendario accademico bisogna sollecitarlo alla segreteria; quando arriva si riferisce alla rata senza sgravi: è necessario farsi rimandare quello corretto (e sarà corretto??)

    Il servizio per studenti lavoratori messo in piedi dall’ESU è inesistente: telefoni che suonano a vuoto e indirizzi mail a cui probabilmente nessuno dà un’occhiata.
    Per la maggior parte degli esami si è costretti a ricorrere al self-made: recarsi all’università, elemosinare appunti e dispense chiedendo qua e la visto che on line non c’è nulla…sperando che nessuno si accorga che non si ha frequentato.
    Insomma, non sono per niente soddisfatto, anzi demoralizzato.
    Chi vuole affrontare il mondo del lavoro e portare avanti gli studi, a Verona ha vita dura!!

    Chiedo da ora un segnale da parte dei Rappresentanti, basta poco per rendere l’università e gli studi più sereni ed efficaci, anche per chi lavora.
    Vi ringrazio per l’aiuto
    Daniele

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